GOLF

È oramai qualche anno che mi diletto con il gioco del golf.

Attenzione, l’ho definito “gioco” perché è quello che è, al livello in cui lo pratico io. Discorso molto diverso è per chi ne fa una professione, o per coloro i quali ambiscono a questo traguardo: in quel caso è più appropriato parlare di “sport”, perché implica un impegno fisico costante e continuo, che viene svolto tra palestre, campi pratica e misurazioni fatte con il computer, finalizzate a migliorare le proprie prestazioni.

20376197_10154549705135870_7259666090616817198_nIo ci “gioco” perché, da disabile quale sono, fino a poco tempo fa la massima aspirazione possibile, per quelli come me, era semplicemente il fatto di poter migliorare il mio handicap. Ma fortunatamente esistono le persone coraggiose e lungimiranti. Una di queste si chiama Alessandro Petrianni, ed ha fondato un’associazione chiamata AIDGolf, Associazione Italiana Disabili Golfisti, di cui mi vanto di fare parte e che ha organizzato il 1° AID Golf Trophy presso il Golf Club Archi di Claudio a Roma, in zona Appia.

In più, si è messo in moto anche il movimento paralimpico dedicato a questo sport, grazie alla Federazione e al suo presidente Franco Chimenti, che ha dato l’incarico a Nicola Maestroni, giovane, dinamico e motivato, di allenatore della rappresentativa paralimpica nazionale.

Io ovviamente non ho alcuna ambizione, ma per quelli come me – più giovani e motivati – “sky is the limit“, direbbero gli americani.

Quello che voglio dire, alla fine, è che il golf è meraviglioso: è forse l’unico sport che, grazie al sistema degli handicap, permette a chiunque di competere anche con i campioni, di giocare sullo stesso loro campo (un po’ come se la rappresentativa di calcio del dopolavoro aziendale potesse sfidare il Barcellona di Messi al Camp Nou) e, perché no, provare le stesse sensazioni e soddisfazioni.

Approfittate delle opportunità che vengono offerte dal circolo più vicino a voi, e provateci, almeno una volta. Se riuscirete a carpire “the spirit of the game“, lo spirito del gioco, quello così magistralmente esemplificato da Robert Redford nel suo film “La leggenda di Bagger Vance”, vi garantisco che non ne potrete più fare a meno.

Intanto io, nel mio piccolo, grazie all’Amico Antonio Maggiora Vergano, ho indegnamente parlato di golf anche a Radio Roma Capitale…

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