cdc_pistola_cop_600x800La mia libreria racconta la passione smodata che nutro per Frederick Forsyth: uno dei suoi romanzi più belli ed intriganti è “Dossier ODESSA”, in cui si narra delle peripezie di un giornalista alla ricerca di un’organizzazione di ex-nazisti (l’ODESSA, appunto) e del suo tentativo per sgominarla.

“La pistola” è una sorta di “Dossier ODESSA” de noantri. Intendiamoci: la cosa è detta con estrema benevolenza, e non è assolutamente un’accusa di plagio. Anzi, il romanzo si intreccia con la storia italiana ed europea dei primissimi anni ’60, restituendoci uno spaccato interessante di una Roma e un’Italia che di quel periodo sembra aver conservato solo certe brutture ed aver perso l’ingenuità.

Antonio De Sisti segue “Max”, un ex-partigiano dei GAP, nel suo percorso che deve portarlo a vendicare la morte dell’amato fratello in un campo di prigionia tedesco: ma quella che sembra una storia privata assume in modo imprevedibile i contorni di un intrigo internazionale.

“La pistola” è un bel romanzo, avvincente e ricco di ritmo, che si fa leggere con facilità e fa riflettere su quello che è l’Italia odierna alla luce di quello che era nel primo dopoguerra.

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