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Quelli un po’ più avanti nell’età come me ricorderanno un geniale disegnatore e fumettista di nome Andrea Pazienza, purtroppo prematuramente scomparso quasi trent’anni fa.

Emiliano Gambelli non poteva conoscerlo data la sua giovane età, ma il suo pamphlet “I due angeli” sembra scaturito direttamente dalla penna geniale di Pazienza, è una storia alla Pentothal in bilico tra il reale, il surreale e l’onirico, con delle escursioni che ricordano l’erede più prossimo di Pazienza, Zerocalcare.

“I due angeli” è la cronaca incalzante, sarcastica e un po’ disincantata di una settimana da incubo per il giovane protagonista – Syrio -, una settimana che inizia (guarda un po’) un venerdì 17 di una afosa e solitaria estate romana. Una settimana da cui Syrio uscirà cambiato, forse più consapevole di sé stesso e delle sue potenzialità.

Uno strano incidente automobilistico dà il via a un effetto domino di eventi che culminerà in un finale tanto originale quanto inaspettato dopo essere passato per atmosfere intimistiche, semimistiche e in qualche momento a tinte gialle, tutte condite dal colloquio ironico e disincantato del protagonista con sé stesso (o forse con un irriverente angelo custode).

Syrio è il classico rappresentante di quella generazione “di mezzo”, che ha l’età per essere genitore ma che in fondo si sente ancora figlio, con il ricordo affettuoso di un padre poco presente ma importante, e il conflitto con una madre invece anche troppo presente nella sua vita. Poca voglia di crescere, ma molta voglia di sentirsi adulto, immerso nella continua contraddizione di sé stesso con il buon senso comune. Proprio questa contraddizione provocherà il deflagrare di una serie di situazioni che lo porteranno a farsi quelle domande che daranno il via alle sue avventure.

Scritto con ritmo incalzante e mai banale, l’opera prima di Emiliano Gambelli è una di quelle perle da scoprire ed apprezzare, non fosse altro per incoraggiare l’autore a darci ancora altre emozioni in futuro.

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