Queste sono le ultime parole che ho dedicato alla mia mamma, consapevole del fatto che nulla che io possa fare, dire, pensare o scrivere riuscirà mai nemmeno minimamente ad eguagliare quello che lei e papà hanno fatto nella loro vita per me e mio fratello.

La nostra prima foto insieme
La nostra prima foto insieme

Quando si è giovani e stupidi, certe manifestazioni di affetto vengono considerate non da uomini, e pertanto mettono a disagio.

Io che giovane e stupido sono stato, mi sono spesso vergognato delle tue attenzioni e delle tue premure nei miei confronti, quasi che esse potessero in qualche modo svilire la mia supposta virilità.

Telefonare quando si è lontani è roba da collegiali, portare con me in un lungo viaggio il panino che tanto premurosamente avevi preparato, o la frutta che avevi sbucciato e tagliato mi faceva sentire un inetto. Per non parlare degli abbracci, dei baci e delle carezze che mi riservavi quando uscivo o quando rientravo, e sapevo di trovarti dietro la porta di casa ad aspettarmi.

Poi la vita si diverte con te, e ribalta i ruoli.

Quando la malattia ha iniziato a portarti lontano da noi, quanta nostalgia di quelle premure, di trovarti dietro la porta carica di carezze abbracci e baci, che desiderio di sentirti parlare con me per telefono.

Piano piano le premure sono volate via come foglie nel vento, poi gli abbracci, infine le carezze che non riuscivi più a fare per il dolore che provavi. Alla fine anche le parole sono volate via, lontane.

Rimasero i baci, ancora copiosi. Poi, sempre meno, fino a che restarono solamente gli sguardi e i sorrisi.

Allora fui io a iniziare a carezzarti e baciarti, anche se non era roba da uomini.

E più quei baci cadevano nel nulla, più diventavano preziosi: fino a quell’ultimo bacio della buonanotte che ti ho dato sussurrandoti ti voglio bene e sapendo in fondo al mio cuore che sarebbe probabilmente stato l’ultimo.

Hai aspettato quasi diciassette anni per poterti riunire con lui, diciassette anni in cui non ci hai mai fatto mancare il tuo amore. E adesso è così che mi piace pensarti: felice finalmente accanto a papà. Fai buon viaggio mamma, e ancora e per sempre, ti voglio bene.

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