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Appunti

La maniera elegante


Cosa-sappiamo-del-rapimento-di-Greta-e-Vanessa

Ho ragionato quattro giorni sull’opportunità o meno di scrivere questo pezzo, e più leggevo notizie su Greta e Vanessa più mi convincevo che era stato detto tutto e il contrario di tutto, e che quindi nulla avrei aggiunto al coro di voci pro e contro le due “eroine” dei nostri giorni. Poi c’è stato qualcosa che mi ha colpito e mi ha spinto ad unirmi al coro, tanto di vaccate ne sono state scritte già tante, ed una in più o una in meno non cambierà lo stato delle cose.

Iniziamo.

Greta e Vanessa vengono rapite nel periodo in cui l’ISIS va decapitando i suoi ostaggi. Timore per le due ragazze, poi il silenzio più assoluto (almeno da parte dei media). Verso la fine dell’anno compare su Internet un video delle due ragazze: Greta legge un messaggio in un inglese a dir poco malfermo (vai all’estero e non parli bene inglese? Piuttosto strano), mentre Vanessa regge un cartello con sopra la data del 17 dicembre 2014.

Quello che colpisce è l’atteggiamento del volto di Vanessa. Negli ambienti integralisti la donna deve avere la prerogativa di essere sottomessa: ciò comporta il fatto di tenere gli occhi bassi in presenza degli uomini, soprattutto se si tratta di donne non accompagnate dal marito, dal padre o dai fratelli. Vanessa invece alza gli occhi, guarda la telecamera e si guarda intorno. L’espressione del volto non lascia trasparire timore, ma anzi una discreta sicurezza di sé. Per alcuni istanti sembra addirittura che la bocca si increspi in un sorriso.

Queste due ragazze fondano insieme a una terza persona una associazione chiamata Horryaty. La terza persona è tale Roberto Andervill, un fabbro di 46 anni che si fa ritrarre con una kefiah e che non nasconde le sue antipatie nei confronti di Israele e di tutti coloro che etichetta come “merde sioniste”. Inizialmente si dice che le ragazze siano andate in Siria per portare viveri e medicinali in supporto alla popolazione civile. Anzi no: portavano viveri e medicinali, ma confezionati in “kit di sopravvivenza” per i miliziani antigovernativi. Anzi no: per la fazione che poi le ha rapite.

safe_imageLa cosa singolare è che quando senti che qualcuno è stato rapito, pensi subito al maltrattamento, all’isolamento, alla scarsa luce, al disagio di una cella, al cibo che viene dato razionato – soprattutto in zona di guerra. Invece vedi scendere dall’aereo due ragazze in buona salute, forse un po’ disorientate ma nemmeno troppo: ed è sempre Vanessa a coprirsi il viso in tutte le foto, come fosse una brava e osservante donna musulmana. Poi saltano fuori foto ricordo scattate con gli stessi abiti che noi avevamo associato alla prigionia: lo chador, abito che è secondo solo al burqa nella graduatoria delle osservanti islamiche. Qualcuno dirà: lo hanno indossato per rispetto verso le persone che le ospitavano. Ma una donna occidentale che voglia mostrare rispetto verso l’ambiente islamico in cui opera può indossare la shayla o il khimar: lo chador evidenzia una totale adesione ad un modello di vita che non è certo quello occidentale.

Io francamente mi auguro che l’indagine che sta svolgendo la Procura sia attenta ed imparziale, e non venga inquinata da interventi esterni di natura politica. Gentiloni (che fatico molto a chiamare Onorevole) ha tentato di trattare gli Italiani da mentecatti cerebrolesi facendo un elegante sofismo per non ammettere il pagamento di un riscatto. In effetti non di riscatto si è trattato, ma di autentico finanziamento ad una cellula terroristica, abilmente (ma poi nemmeno tanto) orchestrato da almeno una delle due ragazzotte che montando questa vergognosa pantomima ha fatto sborsare allo Stato italiano, in maniera elegante, un lauto contributo alla causa che lei aveva abbracciato.

E qui veniamo alla scintilla che mi ha spinto a scrivere la mia opinione su tutta questa storia. L’ineffabile dottoressa Silvana Alberio, sindaco di Gavirate (il paese di Vanessa), durante un’intervista televisiva rilasciata a SKY ha dichiarato: “Sono fiera di vivere in uno Stato che non ha figli e figliastri”. Parole improvvide, visto che da tre anni due servitori di quello Stato sono ostaggio di una Nazione che li ha catturati infrangendo tutte le norme del diritto internazionale, e che non ha nemmeno formalizzato un’accusa a loro carico. In molti commenti ho letto che i Marò meritano quello che sta capitando loro, perché sono assassini e invece le due povere fanciulle sono state rapite mentre tentavano di aiutare il prossimo.

Occorrerebbe riflettere sul fatto che Girone e Latorre sono stati comandati da quello stesso Stato che alla fine dei conti li ha abbandonati, mentre Greta e Vanessa i problemi (se problemi hanno avuto) se li sono andati a cercare!

Informazioni su Marcello Rodi aka "Rodmark"

Redattore di Endzone.it, commentatore NFL, appassionato di golf, sport e cinema e romanziere da strapazzo...

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