Più vado avanti e più resto interdetto da quello che sento e che vedo, a volte arrivo a pensare di venire da un altro pianeta o di essere rimasto ibernato per secoli senza rendermene conto. Eppure ho “soltanto” 55 anni, per dire “ai miei tempi” dovrebbe essere ancora presto. Sarà colpa della tecnologia, che ha accelerato tutto in modo esponenziale, persino il nostro modo di vivere e di comunicare con gli altri…

Vi chiederete a cosa sia dovuta questa tirata iniziale. Ve lo spiego subito.

Sono uno di quelli che ritiene che le regole siano fondamentali per vivere in modo ordinato e pacifico. Spesso sento parlare di libertà personale a sproposito, essendo uno di quelli che è fermamente convinto che  la propria libertà debba terminare esattamente dove inizia quella degli altri. Rispettare per essere rispettati, in pratica. Sono anche cresciuto con il teorema che lo sport è un maestro di vita per i giovani, e che deve insegnare rispetto, lealtà e un sano spirito di competizione.

Tutto bello e perfetto, a parole.

Poi apro la finestra e vedo:

  • dirigenti sportivi che incitano alla disobbedienza delle regole,
  • giocatori che si vendono le partite,
  • altri giocatori che avallano la cosa con la teoria del “meglio due feriti che un morto”, dimenticandosi che un morto ci sarà sempre e comunque (quello danneggiato dal comportamento dei due feriti),
  • giocatori che entrano in campo, tentano di dare una gomitata all’avversario dopo nemmeno 30 secondi con il rischio concreto – se visti – di lasciare la loro squadra in 10 contro 11, poi segnano un gol e diventano i migliori in campo,
  • una corte dei miracoli di tifosi, leccapiedi, pennivendoli e pseudo analisti sportivi che – dopo aver preconizzato biscotti ovunque (perché probabilmente il loro senso sportivo li avrebbe portati a comportarsi così) – si coccolano e giustificano i suddetti giocatori, perché il gol segnato fa andare avanti la squadra nella competizione.

Allora mi chiedo: dov’è il rispetto? Dove la lealtà? Qual’è il sano spirito della competizione???

Come tutti avrete capito, parlo dello sport più amato dagli Italiani, il calcio. Resta da capire se sia il calcio lo specchio della nostra società, o se invece siamo come siamo per colpa del calcio. Siete mai stati ad una partita dei pulcini? Andateci e divertitevi a guardare il comportamento di coloro che dovrebbero educare i propri figli: è quanto di più diseducativo possa esserci per un bambino.

Sto meditando di tornare nella mia capsula criostatica…