Bit Generation

Jack Kerouac definì la Beat GenerationUn gruppo di bambini all’angolo della strada che parlano della fine del mondo“. Se Kerouac fosse tra di noi oggi, probabilmente sostituirebbe la parola Beat con Bit, l’unità di misura dell’informazione (dall’inglese “binary unit“), cioè la quantità minima di informazione che serve a discernere tra due possibili eventi equiprobabili, e probabilmente modificherebbe la sua definizione così:

La Bit Generation è un gruppo di bambini ai quattro angoli del mondo che chattano della fine dell’universo“.

In effetti quello che è successo è proprio questo: la tecnologia ha dato una fortissima spinta alla globalizzazione, accorciando le distanze tra i popoli e aprendo un ventaglio di nuove possibilità che prima erano semplicemente impensabili.

Anche per questo motivo è importante che ci sia un’informazione mirata verso le nuove scoperte e possibilità offerte dai mezzi tecnologici. E così, insieme al vulcanico Alessandro Leone – che mi ha offerto un microfono ed un piccolo spazio sulla sua web radio – parto da lunedì prossimo alle 12:00 per due volte alla settimana con “Bit Generation – Pillole di tecnologia”, una sorta di mini giornale radio di una quindicina di minuti su informatica, gadgets e tecnologia varia, che andrà in onda tre volte a settimana (lunedì mercoledì e venerdì) alle 12:00 con replica alle 23:00 circa (prima del notturno).

Per me sarà un ritorno all’antico amore, la radio. Se vorrete seguirmi, ne sarò davvero felice.