Avevo intenzione di scrivere a proposito di codici etici ed altre amenità del genere, poi è arrivata la notizia spaccacuore che fa passare tutto in secondo piano: Lucio Dalla – uno dei più grandi geni musicali italiani degli ultimi anni – ci ha lasciato, proprio alle soglie di quel 4 marzo che, oltre ad essere il titolo di una delle sue canzoni più belle (e più contestate ai suoi tempi per l’argomento “scabroso”) era anche la data del suo compleanno.

Ci sono persone che entrano a far parte della tua vita anche se sono lontane, se non le conosci e non ti conoscono. Sono quelle che riescono a parlare al tuo cuore, che hanno la rara capacità di riuscire a spiegare con schiettezza e semplicità quelle emozioni che non saresti in grado di raccontare nemmeno in un libro. Lucio Dalla era uno di questi: credo mi basti ricordare qualche titolo, bellissimo ed emozionante.

“4 marzo 1943”, “Caruso“, “L’anno che verrà”, “Attenti al lupo”, “Nuvolari”, “Tu non mi basti mai”, sono solo alcuni, e sono certo che chi avrà la bontà di leggermi ne potrebbe citare tantissimi altri che l’hanno commosso, emozionato, esaltato. Così diversi e così geniali com’era geniale il loro autore, capace di saltare da una struggente storia d’Amore a un divertissement, a una canzone su uno sportivo che avrebbe entusiasmato Filippo Tommaso Marinetti con le sue atmosfere Futuriste e jazzate.

Lucio Dalla si trovava a Monteaux in Svizzera, sede di uno dei più famosi festival Jazz d’Europa e tappa iniziale di un tour che l’avrebbe portato a cantare in tutta Europa dopo tanti anni, perché – aveva dichiarato – “è bello vedere e conoscere gente nuova”. Credo che non si debba essere mai tristi per chi se ne va facendo ciò che più desidera. Solo che, purtroppo, la sua Poesia e il suo Genio ci mancheranno tanto…

Nel filmato il suo monologo e la canzone su un altro grande sportivo, Ayrton Senna…