Questa recensione la dovevo a un caro amico, e mi fa piacere inaugurare la nuova veste grafica del mio blog proprio con questo scritto. Confesso che non è stato semplice raccogliere le idee per farle confluire dentro questa pagina, perché parlare di “Football & Texas” per me è parlare molto di me stesso, delle mie passioni e dei miei sogni, condivisi con tanti di quelli che leggono queste pagine perché fratelli di una passione sportiva incontenibile che è quella per il football americano.

Ed è proprio quella passione che si respira nelle pagine scritte da Roberto, che ho il piacere, l’onore ed il vanto di conoscere personalmente: leggendo i suoi racconti si respirano gli spazi sconfinati, l’odore di petrolio e di bestiame, si riescono a vedere le megalopoli perdute nella prateria e i piccoli centri cresciuti intorno ad un drugstore e a una pompa di benzina lungo le strade dritte e sconfinate di quella terra che veniva identificata tanto tempo fa come la Frontiera. E tra una vecchia Pontiac e un pick-up, tra un pozzo di petrolio e un vecchio mulino a vento americano dietro un granaio ecco spuntare il verde di un campo da football di High School, un piccolo stadio, uno scintillante dome della NFL.

E senti la struggente malinconia di non poter vivere la tua passione da vicino, ma ringrazi il cielo che ci sia Roberto a raccontartela, copioso di aneddotica, ricco di spunti, quasi fosse stato a cena con Bum Phillips o avesse fatto i suoi studi alla Texas Christian.

Non troverete cenno in questa pagina di quello che Roberto racconta: non potrei mai perdonarmi il fatto di avervi rovinato il gusto di leggere il suo libro. E per chi non l’avesse ancora letto, non si perdesse l’occasione – più unica che rara – per immergersi nel tessuto più profondo dello sport più bello ed entusiasmante del mondo: il football americano.