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I Racconti

Una lunghissima notte


E’ seduta là da tempo immemorabile, immersa nei sui pensieri. Non riesce a capire cosa la leghi a quel luogo triste e desolato; poi sente tanto freddo da quando l’umidità si è impossessata delle sue carni giovani. Trema, vorrebbe cercare un posto più caldo, accogliente e confortevole ma non ci riesce, come non riesce ad alzare gli occhi da quella piccola voragine scura sotto di lei.

Non è che ricordi molto di tutto quello che ha preceduto il momento in cui si è seduta là, sull’orlo di quel pozzo: è tutto molto confuso, tra lampi di luce ed oscurità. Certo non capisce perché non riesca ad allontanarsi, come se qualcosa di irresistibilmente magnetico la attraesse e la costringesse a restare in attesa. Si, ma in attesa di cosa?

Allora, come spesso succede nelle situazioni spiacevoli, il suo cervello si rifugia in pensieri gradevoli, un po’ per ingannare il tempo e un po’ perché la sua mente di bimba ama fantasticare sul suo futuro, come del resto accade a tutte le quindicenni del mondo. Pensa alle giornate di sole passate sulla spiaggia insieme alla sua comitiva e a sua cugina, forse la migliore e più intima di tutte le sue amiche, a cui confida tutto: sogni, desideri, passioni, e l’attrazione che prova per quel bel ragazzo un po’ più grande di lei. Pensa alla sua mamma, a cui somiglia tanto e a cui vuole tanto bene con tutto il suo cuore. Pensa alla scuola, che sarebbe ricominciata tra qualche settimana, e ai suoi compagni di classe con cui divide quelle ore a volte un po’ noiose.

Ma nonostante questo, il freddo e l’umidità mordono così forte la sua carne da riuscire a distoglierla anche da questi piccoli effimeri momenti di gioia.

Quanto dovrò stare ancora qui? Perché non posso tornare a casa, dalla mia mamma?

Non sa darsi una risposta, mentre il freddo e il buio le attanagliano forte il cuore, seduta sul bordo di quel pozzo in aperta campagna, da ore e ore, forse da giorni, non saprebbe dirlo davvero, con tutto quel freddo che sente dentro e fuori di lei. Quando, ad un tratto, delle luci lontane. Delle voci.

Qualcuno si avvicina, fari, auto, persone. Tra di loro riconosce lo zio Michele.

Finalmente sente le forze tornarle, riesce ad alzarsi. La piccola Sarah guarda tutta quella gente affannarsi intorno a quel minuscolo, profondo buco nero. Il freddo man mano diminuisce. Poi, voltandosi, vede una grande Luce, sente tanto Amore. Sarah si dimentica di tutto, e si allontana da lì per sempre.

©2012 Marcello Rodi

sarah_scazzi

Sarah Scazzi, 1995 – 2010

Informazioni su Marcello Rodi aka "Rodmark"

Redattore di Endzone.it, commentatore NFL, appassionato di golf, sport e cinema e romanziere da strapazzo...

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