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Appunti

Come trent’anni fa…


Era l’autunno del 1981 quando i Gladiatori si trovarono a fronteggiare la prima grossa crisi della loro seppur giovane esistenza. Beneck si era allontanato dalla squadra, quasi tutti i giocatori migliori avevano preferito migrare nei Grizzlies e giocare nell’AIFA, e ovviamente i Gladiatori non avevano più un campionato in cui giocare, né tantomeno avversari da affrontare. In più Marcello Loprencipe, anima e cuore pulsante del Gladio, era chiamato a svolgere il servizio militare lontano da Roma.

Sono fermamente convinto che in una squadra normale questo concorrere di circostanze avrebbe sancito la dissoluzione di quella realtà, ma questo non avvenne per i Gladiatori: i pochi “veterani” rimasti si aggrapparono tenacemente alle briciole di quel sogno, pagandosi attrezzatura ed allenamenti, portando al campo gli amici e gli amici degli amici, organizzando autocolonne dirette nell’Orvietano per rinsaldare il vincolo tra la nuova squadra e la realtà del “Vince Lombardi” a Castelgiorgio.

Da quel periodo uscirono nomi grandi e grandi vittorie: Evangelisti, i fratelli Santoro, Cappannoli solo per citarne alcuni. E un anno di serie B a cui seguirono una finale al Silverbowl, tre al Superbowl, una alla EFAF Cup, una alla Coppa Italia.

Altri momenti difficili e altri stop, da cui i Gladiatori sono sempre tornati, indomiti. Ma questa volta è come trent’anni fa: dei ragazzi potenzialmente all’altezza di ben figurare anche ai massimi livelli, se non in Nazionale, che decidono di sacrificare le loro ambizioni personali e sportive per tornare ad aggregarsi intorno al nome forse più storico e carismatico del football italiano, senza garanzie, senza certezze, solo per Amore e per Passione, rimettendoci anche di tasca propria pur di vestire questi colori.

Come non lasciarsi prendere dalla speranza, dalla fiducia, dall’entusiasmo per uno come me, che trent’anni fa c’era?

Il mio cuore apre un credito incondizionato al loro entusiasmo. Mi verrebbe da citare l’abusato Monologo di San Crispino, ma dato che oramai il “manipolo di fratelli” è sulla bocca di chiunque crei una nuova realtà, preferisco citare proprio il grande Vince Lombardi per celebrare degnamente i nuovi Gladiatori: “Credo fermamente che l’ora più bella per ogni uomo, la completa realizzazione di tutto quello che gli sta più a cuore, sia il momento in cui, avendo dato l’anima per una buona causa, egli giace esausto sul campo di battaglia. Vittorioso“. Non dimenticatelo mai.

In bocca al lupo, giovani Gladiatori!

Informazioni su Marcello Rodi aka "Rodmark"

Redattore di Endzone.it, commentatore NFL, appassionato di golf, sport e cinema e romanziere da strapazzo...

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