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Provocazione? Forse.

Sta di fatto che dopo aver pertinacemente rifiutato – insieme ai compagni di merende Francesi – la proposta di creazione degli Eurobond propugnata anche dal tanto vituperato ex-ministro Tremonti, e dopo aver spalmato la propria esposizione al debito Greco sulle spalle di tutti i Paesi dell’area Euro, adesso l’ineffabile Signora Merkel è pronta ad abbandonare al proprio destino anche la Francia, ed anzi si vocifera che si stiano preparando simulazioni per verificare l’impatto di un ritorno al Marco Tedesco sull’economia di quel Paese.

Come dire che i topi – mai paragone credo sia stato più azzeccato – abbandonano la nave che affonda…

Ma come dimenticare che la causa principale di panico in questa crisi è stato il famigerato spread tra i buoni del Tesoro nazionali e il Bund tedesco? L’economia internazionale è un animale che si nutre di paure ed isterismi. Se ci fosse stato il famoso Eurobond, lo spread semplicemente non sarebbe esistito, e con esso tutti gli allarmismi che hanno fatto rotolare l’Europa nel baratro in cui si trova ora. Ci sarebbe stata una crisi, credo, molto più “morbida” e probabilmente più gestibile invece di questa ressa isterica con gli indici di borsa schizofrenici e lo spettro dei default a consegnarci – mani e piedi – in mano ai paesi emergenti. Perchè temo che l’unica possibilità, se l’ineffabile signora Merkel non cambierà atteggiamento, sarà quello di vendere parte delle nostre azioni ai Cinesi ed agli Indiani… Ma io non sono un economista, e probabilmente la mia è una semplice valutazione da uomo della strada. Sembra quasi però che quello che non riuscì ad Adolf Hitler stia riuscendo a questa paciosa signora con gli occhi azzurri: mettere l’Europa in ginocchio.

Un ultimo appunto: una delle varie agenzie di rating ieri affermava che tra le principali cause di crisi c’è l’incertezza politica in Grecia, Italia e Spagna. Un momento… ma il problema non era il vecchio Governo? O forse quest’uomo della strada aveva ragione quando, soltanto il 4 novembre, affermava che “in tutte le famiglie, anche le più litigiose, davanti ad una minaccia esterna o a una crisi ci si compatta per fare fronte comune. Invece qui da noi no: c’è chi chiede dimissioni, c’è chi adotta la filosofia del “muoia Sansone con tutti i Filistei”, e c’è – come sempre – chi continua beatamente a farsi i fatti suoi rimbalzando da uno schieramento all’altro come se nulla fosse successo“. Non sarebbe forse bastato aprire una linea temporanea di credito al Governo Berlusconi e fare in modo che la stabilità e la terza economia europea ci portassero in un punto un po’ più sicuro di questa crisi?

O forse qualcuno temeva che poi l’odiato inimico potesse arrogarsi meriti non suoi?

Francamente non so a questo punto chi abbia realmente affondato il Paese. Di sicuro c’è che probabilmente verremo espropriati presto. E magari la Merkel sarà il male minore…

Il delitto imperdonabile della Germania prima della seconda guerra mondiale fu il suo tentativo di sganciare la sua economia dal sistema di commercio mondiale, e di costruire un sistema di cambi indipendente di cui la finanza mondiale non poteva più trarre profitto.

(Winston Churchill,  “The Second World War”, Berna 1960)