Ieri mi sono sottoposto ad una full immersion sull’11 settembre 2001, sfruttando le risorse tecnologiche messe a mia disposizione dal monopolista satellitare ho compiuto un excursus completo di tutte o quasi le risorse mediatiche di quel giorno di dieci anni fa.

Non è stato voyeurismo di bassa lega, né la speranza di scoprire cose che non sapevo: quando iniziai a scrivere “L’Androgino” – la cui storia ruota intorno all’11 settembre – iniziai a documentarmi approfonditamente sull’argomento. E’ stata l’esigenza di non voler dimenticare.

Il tempo a volte fa brutti scherzi. Dici 11 settembre e ti viene in mente lo scoppio della torre sud – l’immagine forse più famosa di quel giorno. Oppure il crollo delle torri, la faccia di George W. Bush nell’asilo quando gli comunicano la notizia all’orecchio. O, peggio, il delirio dei complottisti mondiali circa il missile sul Pentagono, le esplosioni controllate, l’aereo militare carico di carburante usato per gli attacchi alle torri. Poi magari arriva qualche revisionista che inizia a dire che, tutto sommato, Al Qaeda poteva avere le sue ragioni per fare ciò che ha fatto, che politicamente poteva avere senso un attacco del genere, o qualche altra giustificazione cervellotica che smussa l’orrore di ciò che è stato compiuto.

Invece io non voglio dimenticare quelle immagini: le vite che si spengono nel momento dell’impatto degli aerei, o saltando giù per centinaia di metri nel vuoto, o mentre le torri collassano al suolo. Non voglio dimenticare i vigili del fuoco che entrano mentre tutti escono, che salgono mentre tutti scendono, che accorrono mentre tutti scappano. Le espressioni delle persone cariche di terrore e di pietà per i loro concittadini. I morti che avevano la sola colpa di lavorare, viaggiare, vivere nei luoghi o sugli aerei coinvolti negli attentati.

Non voglio dimenticare le facce degli eroi, senza armi, pronti ad accorrere e a sacrificare la loro vita per salvarne almeno una e dare un senso alla loro missione. Se ci limitassimo a ricordare solo che gli Stati Uniti hanno INVASO l’Afghanistan dopo l’11 settembre – quasi fosse una ritorsione – o che Bin Laden è stato ucciso NONOSTANTE fosse disarmato, non faremmo altro che sterminare quelle tremila persone per la seconda volta.

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