Avrebbe voluto dir loro qualcosa, ogni giorno.

Li vedeva arrivare, baldanzosi e rumorosi, forti della loro giovane età e della superficialità che la contraddistingue da sempre. Si cambiavano, scendevano in campo. Si impegnavano, chi più chi meno, per quel paio d’ore. A volte, se faceva troppo freddo o se pioveva, molti non venivano, oppure non si cambiavano e restavano ai margini del campo fumando e chiacchierando tra loro senza mostrare il minimo rimorso, né tantomeno prestare attenzione ai compagni che sbuffavano e soffrivano nel fango.

Avrebbe voluto parlare loro, spiegare loro cosa si stavano perdendo, ma sapeva già che non lo avrebbero ascoltato.

Avrebbe voluto dire loro quanto rimpianto si prova quando la vita ti toglie qualcosa all’improvviso e poi si prende beffe di te parcheggiandoti vicino a ciò che più amavi, quasi fossi un amante tradito costretto a stare accanto alla donna dei tuoi sogni mentre lei vive una nuova storia d’amore.

Avrebbe voluto dire loro cosa si prova quando arriva la stagione nuova, e senti nelle narici il profumo dell’erba tagliata di fresco, quell’erba su cui vorresti correre, e placcare, e gioire assieme ai tuoi compagni per un touchdown, o un intercetto, o un colpo ben dato all’avversario, un lancio riuscito, un primo down conquistato.

Invece quel profumo e quelle voci non fanno altro che rammentarti che il tempo è passato, e che adesso tocca a qualcun’altro. E i tuoi compagni sono andati altrove, qualcuno addirittura in posti da cui non è possibile tornare più indietro…

Avrebbe voluto dire loro di assaporare profondamente ogni singolo attimo passato su quel campo, perchè non si sa mai cosa può succedere nella vita, perchè a volte è troppo tardi, perchè da giovani non si riesce quasi mai a dare il giusto valore alle cose.

Ma sapeva che non lo avrebbe fatto.

Si riscosse dai suoi pensieri. Si rese conto che le due ore erano passate perchè il campo oramai non risuonava più delle urla e del vociare della squadra. Trascinò la sua gamba offesa da quel linebacker tanti anni prima fino al quadro delle luci. Spense l’illuminazione in quella fredda sera di dicembre, scese negli spogliatoi, lavò per terra.

Poi chiuse tutto accuratamente a chiave e, mestamente, tornò a casa.

©2011 Marcello Rodi