Speravo proprio di riuscire a tacere almeno per un breve periodo, quasi per darmi una vacanza dal disgusto e dalle delusioni per certi fatti o atteggiamenti. Invece non ce l’ho fatta, e la colpa è tutta di un anonimo “giornalista” che stamattina mi ha mandato la colazione di traverso…

TG1 delle otto, Cristina Guerra – una delle più misurate e discrete telefacce in giro, non ho mai capito perché sia relegata da una vita agli orari antelucani – dopo aver parlato delle stragi di Oslo passa la linea alla redazione web della testata: compare un torsolo (definirlo mezzobusto sarebbe eccessivamente generoso) che inizia a definire “spettacolari” i video delle stragi trasmessi dal sito, mentre sul video scorrono immagini di corpi dilaniati dalle esplosioni!

La stessa definizione – spettacolare! – viene reiterata innumerevoli volte durante i pochi secondi del collegamento.

Qui non stiamo più parlando di insensibilità, né tantomeno di scandalismo: purtroppo ci stiamo addentrando nel campo dell’insipienza linguistica, della grassa ignoranza lessicale! E’ francamente inammissibile che una persona che dovrebbe fare della lingua italiana lo strumento del proprio lavoro quotidiano sia soltanto in grado di proferire l’aggettivo “spettacolare” per definire immagini che invece sono drammatiche, raccapriccianti, sconvolgenti, dolorose, spaventose, tristi, impressionanti…

Io che giornalista non sono e nemmeno potrò mai essere – vista la cura con cui la casta si protegge – ho trovato ben sette aggettivi molto più consoni di “spettacolare” per definire un evento che avrebbe dovuto essere trattato con molto più tatto e delicatezza. L’unica cosa di spettacolare, in questo caso, è stata l’ignoranza e l’insensibilità di chi ne ha parlato dagli schermi della TV di Stato…