Tutti voi avrete ascoltato sui vari notiziari il fatto del musicista romano, il 29enne Alberto Bonanni, pestato da un gruppo di malviventi nella notte tra sabato e domenica nel rione Monti di Roma.

La solita notizia di violenza urbana, certo, se non fosse per il fatto che il povero Bonanni, deceduto al Policlinico Umberto I due giorni dopo il pestaggio, è miracolosamente risorto – seppur in fin di vita – all’Ospedale San Giovanni il giorno successivo. Almeno secondo i media nazionali…

Oltretutto non una parola di scusa verso i telespettatori, né tantomeno verso familiari e amici della vittima, che magari a casa hanno appreso della tragica quanto fasulla scomparsa del congiunto o del conoscente. Semplicemente, si è fatto finta di nulla…

Anche questo fatto dunque è figlio della disperata ricerca di sensazionalismo che oramai ha ridotto i notiziari a una squallida sequela di ipotesi, congetture, sentito dire. Le notizie non abitano più qua. I giornalisti seri – quelli che verificano le voci di corridoio, quantomeno – nemmeno.

Mi auguro vivamente che Bonanni si riprenda da questa brutta e insensata disavventura. E che poi magari imbastisca una bella causa per avere i danni morali.