A volte accadono cose che riescono a lasciarmi senza parole. Ecco ciò che è scritto su Cesare Battisti nell’enciclopedia libera Wikipedia:

  • Le condanne per omicidio

In Italia Cesare Battisti è stato condannato come responsabile di quattro omicidi – tre come concorrente nell’esecuzione, uno co-ideato ed eseguito da altri:

  • 6 giugno 1978 a Udine, Antonio Santoro, maresciallo della Polizia penitenziaria; il delitto viene rivendicato il giorno dopo dai PAC con una telefonata al Messaggero Veneto. A sparare furono Battisti e una complice. Santoro era accusato dai PAC di maltrattamenti ai danni di detenuti.
Antonio Santoro
  • 16 febbraio 1979 alle ore 15 circa a Milano, Pierluigi Torregiani, gioielliere; questo e il successivo delitto Sabbadin vengono rivendicati dai Nuclei Comunisti per la Guerriglia Proletaria con un volantino lasciato in una cabina telefonica di piazza Cavour a Milano. Battisti fu condannato come co-ideatore e co-organizzatore. Nel corso dell’assassinio di Pierluigi Torregiani venne coinvolto anche suo figlio Alberto, che da quel giorno vive paralizzato su una sedia a rotelle per un colpo sparato dal padre durante il conflitto a fuoco con gli attentatori. Torregiani, il 22 gennaio precedente, aveva ucciso un rapinatore durante una tentata rapina in una pizzeria in cui si trovava con i gioielli che aveva mostrato ad una vendita televisiva.
Pierluigi Torregiani
  • 16 febbraio 1979 alle ore 18 circa a Santa Maria di Sala, Lino Sabbadin, che svolgeva attività di macellaio a Mestre; Battisti fu complice nell’omicidio facendo da “copertura armata” all’esecutore materiale Diego Giacomin. Sabbadin si era opposto con le armi al tentativo di rapina del suo esercizio commerciale.
Lino Sabbadin
  • 19 aprile 1979 a Milano, Andrea Campagna, agente della DIGOS. Il delitto fu subito rivendicato dai PAC e poi da altri gruppi terroristici, per cui i PAC intervennero con una seconda telefonata di rivendicazione. Omicidio eseguito con diversi colpi d’arma da fuoco al volto, di cui fu riconosciuto come l’esecutore materiale. Campagna aveva partecipato ai primi arresti legati al caso Torregiani.
Andrea Campagna

Sia Andrea Campagna che Antonio Santoro furono in seguito insigniti della medaglia d’oro al merito civile “alla memoria”.

Nulla di opinabile, dunque. Semplice cronistoria di un rapinatore, un delinquente comune che mascherava le sue malefatte dietro la bandiera della “libertà del proletariato”. Basterebbe leggere la delirante rivendicazione dei Proletari Armati per il Comunismo (PAC) al delitto Sabbadin, eseguito “come segno di solidarietà alla piccola malavita che con le rapine porta avanti il bisogno di giusta riappropriazione del reddito e di rifiuto del lavoro“, per capire chi fosse realmente quel Cesare Battisti osannato e difeso dagli intellettuali francesi, protetto e scarcerato con tante scuse dalla classe politica brasiliana (perché sembra evidente che questa decisione nulla ha a che vedere con qualsiasi forma – fosse anch’essa la più distorta ed aberrante – di giustizia).

Mi piacerebbe che coloro che hanno deciso guardassero i volti di queste persone, e poi quello di Cesare Battisti. So che questo non avverrà mai, e che presumibilmente continueranno a dormire tutti sonni tranquilli. Ma noi dovremmo sentirci come se avessimo perso nostro padre, nostro fratello, e come se avessero sparato a nostro figlio.