1980 - La prima formazione dei Gladiatori Roma in una gara ufficiale

Raramente qualcosa riesce ad entrare così profondamente nell’ordito di una vita da arrivare a farne parte in modo pressochè indissolubile. Nel mio caso è accaduto con uno sport – il football – ma soprattutto con una maglia: quella dei Gladiatori Roma. Una maglia che posso vantarmi di non aver mai tradito.

Quando, più di trent’anni fa ormai, indossai per la prima volta a Castelgiorgio quella casacca blu e argento non avrei potuto mai immaginare cosa in seguito avrebbe significato per me. Avevo praticato altri sport con alterne fortune, ma oggi posso dire che non ho certo amato i Gladiatori per i successi e le soddisfazioni (se avessi dovuto basarmi su questi parametri, avrei sicuramente cercato altrove), ma per quello che questo “Manipolo di Fratelli” ha saputo dare alla mia gioventù, e vi garantisco che il riferimento Shakespeariano non è esagerato. Sento citare il monologo dell’Enrico V spesso a sproposito, spessissimo da persone che lo richiamano ciclicamente ogni volta che cambiano maglia. Vi garantisco che chi ha vestito questa casacca sa che l’unico vero Manipolo di Fratelli era e resterà quello dei Gladiatori, per tutto quello che (spesso) si sono trovati a dover sopportare nella loro lunga storia.

E’ dunque con grande emozione che mi accingo a presentare quest’opera di Fausto Batella, che per sottotitolo ha “CENTO PUNTATE PER RACCONTARE UNA STORIA SPORTIVA FORMIDABILE: LA PASSIONE SCONFINATA, IL SOGNO E L’IMPEGNO DI ALCUNI PIONIERI. RICORDI, NUMERI, FOTO E DOCUMENTI CHE HANNO REGISTRATO UN’AVVENTURA LUNGA 40 ANNI”, e che culminerà nella pubblicazione di un volume commemorativo in occasione del quarantennale della fondazione del team da parte dell’indimenticato, vulcanico primo presidente, il grande Bruno Beneck.

Per quei pochi che non conoscessero Fausto Batella, più di tante parole vale il giudizio che di lui ha dato un altro nome storico del football Italiano e Romano in particolare, Marcello Loprencipe, che ha scritto: “Batella ama raccontare le vite vissute, quelle che ha indagato: in realtà è una sorta di detective, capace di volare dall’altra parte dell’oceano sulle tracce di indizi, rovistando in archivi come farebbe un ‘robivecchi’ in una polverosa soffitta. Ed è così che fa riemergere storie che, a volte, sono comunque lì, davanti gli occhi di tutti”.

Molti sono i titoli che gli appassionati del nostro splendido sport conoscono di Fausto: da Spaghetti Football (2002) a Gladiatori Migranti (2005), da Rapido Jack (2002) al più recente Jack Kerouac Halfback (2010), tra l’altro recensito anche sulle pagine del sito di Endzone.

Le cento puntate di questa appassionante storia partiranno dalla prossima settimana e verranno pubblicate con cadenza settimanale. Ripercorreranno un cammino affascinante fatto di sogni, sacrifici, sudore e di tanta passione. La mia segreta speranza è che i protagonisti, rileggendo queste pagine, possano rivivere il loro passato, e riassaporare le emozioni provate insieme in gioventù. E che magari le parole di Fausto Batella possano riaccendere in loro quella fiamma di passione che ardeva in noi Gladiatori, impedendo che tanta dedizione e tradizione vadano inutilmente perdute per sempre, “come lacrime nella pioggia“…