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Appunti

Tifo da Stadio


Frequento oramai da molto tempo Facebook, addirittura dai tempi in cui non era ancora un fenomeno di massa ma semplicemente un social network a sfondo professionale, dove ci si iscriveva per collegarsi alle reti della propria società e magari trovare opportunità di lavoro nuove e più stimolanti, come avviene oggi con LinkedIn.

Quello che mi ha colpito negli ultimi mesi è il postare ossessivamente – da parte di alcuni miei contatti – link di contenuto pseudopolitico a favore di questo o di quello. Tutto ciò mi ha stimolato qualche riflessione.

Premetto che considero Aldo Biscardi e il suo Processo una delle cause del dilagante malcostume di urlarsi addosso in televisione. Malcostume che è stato poi esportato in praticamente tutte le trasmissioni contenenti dibattiti su qualsiasi argomento perché faceva audience. Si sa, l’Italia è un popolo di pallonari, e questi vezzi triviali in brevissimo tempo sono sbarcati anche in Parlamento. Tant’è che il nostro Presidente del Consiglio è anche Presidente di una squadra di calcio…

Ma torniamo a Facebook e alla pseudopolitica, o meglio alla partitica. Si, perchè non è di politica che stiamo parlando, bensì di partitica. Molti di voi si chiederanno quale sia la differenza. C’è, e non è nemmeno così sottile come potrebbe sembrare: basta fare una breve passeggiata nell’etimologia delle due parole.

Partito: dal latino partitus, participio passato di partiri (dividere), e questo da par (parte). Quindi un aggregato di persone con gusti e idee comuni, ma diverse dall’universale.

Politica: la prima definizione della parola “politica” (dal greco πολιτικος, politikós) risale ad Aristotele ed è legata al termine polis, che in greco significa la città, la comunità dei cittadini; secondo il filosofo, “politica” significava l’amministrazione della “polis” per il bene di tutti.

Ora io ricordo, tanti anni fa, una politica molto diversa da quell’indegna gazzarra che è diventata oggi, quando in Parlamento in nome dei Deputati veniva fatto precedere – a buona ragione – dal termine Onorevole, dove i Partiti dell’opposizione presentavano progetti di legge che venivano votati – se meritevoli – anche dai Partiti di governo, dove – insomma – si lavorava insieme per il bene della polis. Niente a che fare con il tifo da stadio, le manifestazioni da ultras, gli striscioni, i volantini, gli insulti e le grida.

La politica è una cosa importante, la partitica riempie solo l’aria di rumore inutile. Guardate la Spagna e gli Indignados: senza una bandiera di partito, hanno abbattuto gli uomini di governo lanciando un monito potente a Zapatero, che sarà obbligato a tenerne conto. Niente a che vedere con il tifo da stadio. Niente a che vedere con i link su Facebook.

Volete cambiare le cose? Lasciate perdere Facebook, e scendete in piazza.

Ma fatelo senza bandiere.

Informazioni su Marcello Rodi aka "Rodmark"

Redattore di Endzone.it, commentatore NFL, appassionato di golf, sport e cinema e romanziere da strapazzo...

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