Everson Walls (24) e Ron Springs (20) al Texas stadium dopo il trapianto di rene

Ci sono storie che travalicano i limiti dello sport per sconfinare ben oltre ed essere ricordate per la loro umanità. Spesso queste sono storie di abnegazione ed amicizia, se non addirittura di amore.

La storia di Ron Springs, già runningback dei Dallas Cowboys (1979-84) e dei Tampa Bay Buccaneers (1985-86), è la storia di un uomo buono, amatissimo dalla sua famiglia e dai suoi amici, che ha lasciato questo mondo a 54 anni dopo una serie di inenarrabili sofferenze.

A Springs (2519 yards su corsa, 2259 su ricezione e 28 TD nella sua carriera NFL), era stato diagnosticato il diabete di tipo 2 nel 1990. Per questo motivo aveva perso un piede e due dita dell’altro. Nel 2004, quando ci fu necessità di un trapianto di rene, egli rifiutò quello offertogli dal figlio Shawn (cornerback dei Seahawks e dei Redskins, nonché probowler), ma con l’aggravarsi delle sue condizioni accettò due anni dopo quello offertogli dal suo amico ed ex-compagno di squadra Everson Walls.

Springs era in coma dal 16 ottobre 2007, in seguito ad un’operazione subita per l’asportazione di una cisti al ginocchio. Da allora era stato continuamente vegliato dal figlio (che ha abbandonato la propria carriera) e dalla moglie Adriane, che parlavano quotidianamente con lui per stimolarlo. Anche gli amici gli sono stati sempre accanto, come Bill Bates (ex Cowboy), che nel 2008 organizzò un evento benefico a favore della fondazione creata da Springs e Walls a favore dei malati di diabete.

“Ho ricevuto un SMS da una donna che mi ha detto di aver donato un rene dopo aver saputo della nostra storia”, ha dichiarato Everson Walls durante la commemorazione del suo amico. “Ron era un uomo buono che con la sua vita ha toccato l’esistenza di moltissime persone”. Jerry Jones – presidente e proprietario dei Dallas Cowboys – ha dichiarato: “La vita di Ron sarà sempre ricordata per la gioia e la forza che ha dimostrato fino alla fine. Nonostante tutto, ha sempre avuto un sorriso per le persone che gli stavano intorno”.

A volte basta un sorriso.