Mi viene di tornare sull’affaire Bin Laden a causa di una riflessione che mi è balenata mentre ascoltavo ieri sera il portavoce della Casa Bianca, Robert Lane Gibbs, rispondere al fuoco di fila delle domande dei giornalisti accreditati. Ovviamente il discorso riguarda sempre le teorie della cospirazione, ed i suoi incrollabili seguaci.

La considerazione è questa: è forse – a mio modesto parere – la prima volta che la realtà dei fatti potrebbe essere suffragata proprio dalla mancanza di prove.

Mi spiego meglio: lo scenario è quello di un Presidente che sta entrando nell’anno che dovrebbe sancire la sua elezione. L’ideale per lui sarebbe riuscire finalmente a catturare Osama Bin Laden. Il suo staff decide che sarebbe un gran colpo: “Facciamolo!“. A quel punto vi chiedo: quale sprovveduto non si presenterebbe alla stampa dichiarando, CON DOVIZIA DI IMMAGINI E DI PROVE TESTIMONIALI E NON, quanto accaduto? Invece tutti sembrano presi alla sprovvista da questa cosa, non sanno che pesci prendere, quasi fosse tutto avvenuto da un momento all’altro.

Ho già spiegato che mi piace pensare che il mondo sia più onesto di quanto lo si dipinga. Bene, la mia impressione è che in questo caso la miglior prova della realtà dei fatti sia proprio la mancanza di prove.

Sento già la voce di qualcuno dire: quanto sei ingenuo, loro giocano proprio sul fatto che il sembrare impreparati fa sembrare tutto vero. Ma sono certo che quello stesso qualcuno, in presenza di foto, direbbe: cosa ci vuole a ritoccare foto e filmati con il computer per farli sembrare veri?

Come sempre, sono felice di essere ingenuo.