Sfere

Entrò nel negozio di cineserie spinto dalla curiosità e dal desiderio di farle un regalo che non avesse mai ricevuto.
L’atmosfera era strana, particolare: la luce invernale filtrava dalle vetrine un pò opache disegnando raggi che lasciavano intravedere la polvere che aleggiava in sospensione dentro quel posto. Non c’era molto spazio per girarsi lì dentro, pieno com’era il locale di scaffalature stracolme di qualsiasi oggetto inconsueto.
Si sbottonò il cappotto e allargò la sciarpa: c’era una temperatura gradevole in quella piccola bottega, rispetto al clima inclemente di quel giorno di fine gennaio. Il compleanno di colei che era – nel suo cuore – l’Amore della sua vita, incombeva, e desiderava veramente stupirla con qualcosa che le facesse venire quell’espressione da bimba sorpresa e felice che tanto amava vedere. Adorava quando i suoi begli occhi scuri sorridevano, sentiva una sorta di calore pervadere tutto il suo corpo, ed iniziava a sorridere insieme a lei.
Si guardava intorno, ma nulla di ciò che vedeva su quegli scaffali lo ispirava, niente era così straordinario come lei. Si tolse anche il cappello, un Borsalino che aveva acquistato quando era giovane e che aveva rispolverato da quando l’aveva incontrata. Era stata come un’ispirazione per lui, che si sentiva un uomo oramai in disarmo: grazie a lei, era ripartito con lo slancio e le energie dei vent’anni, e questo non faceva che accrescere l’adorazione che provava nei suoi confronti.
Stava quasi per abbandonare, deluso, la sua ricerca quando udì una voce dal fondo del locale.

Posso aiutarla in qualche modo, signore?“.

Aguzzò lo sguardo verso la penombra ed intravide una figura minuta dietro il bancone: un vecchietto, cinese, vestito con un abito da mandarino e con due baffi alla Fu Manchu sorrideva nella sua direzione. Si avvicinò cautamente.

Si, ehm… Salve. Stavo cercando qualcosa di particolare per un regalo ad una persona cara“.

Il vecchietto sorrise.

Qualcuno molto vicino al suo cuore?“, disse.

Si, proprio così“, rispose lui.

Credo proprio di avere ciò che fa per lei“, disse il vecchio cinese, agitando in alto l’indice ossuto come chi ha avuto una brillante idea. Si chinò sotto il suo bancone e ne riemerse tenendo tra le mani una scatola non tanto grande, istoriata di rosso ed oro con i tipici motivi cinesi fatti di draghi e lampade della festa. La poggiò sul bancone e la aprì lentamente, quasi con rispetto. Dentro la scatola, adagiate nella seta rossa, c’erano tre piccole sfere di cristallo di colore diverso. Una era rossa, una era gialla e la terza era grigia. Al loro interno, si intravedeva qualcosa, ma non era chiaramente definibile di cosa si trattasse.

Queste sono le sfere della conoscenza“, disse solennemente il vecchio.

Lui lo guardò, con un’espressione sorpresa.

Pensi alla persona amata, al vostro rapporto insieme, e prenda nella mano la sfera rossa, guardandoci dentro” disse allora il cinese.

Così fece: pensò a lei con tutto l’Amore di cui era capace, e prese in mano la sfera rossa avvicinandola al viso per poter distinguere dentro cosa ci fosse. Ciò che vide lo lasciò semplicemente sbalordito. In pochi secondi osservò le loro vite scorrere in parallelo fino al giorno in cui si erano incontrati, e poi i giorni insieme fino a quel meraviglioso e travolgente primo bacio. Rivide le ansie, le tristezze, i dolori e le delusioni di entrambi nella loro vita lontana l’uno dall’altro, e poi osservò come tutto iniziasse a cambiare dopo il loro primo incontro. Rimase affascinato da quelle immagini, e provava dolore, emozione, gioia e tristezza per ogni singolo momento che riviveva. Infine posò la sfera.

Tanti momenti erano stati dimenticati…” disse tra sé e sé.

Questo aiuta a ridare il giusto valore alle cose” aggiunse sorridendo il vecchio. Poi disse: “La sfera è rossa perchè nessuno può oramai cambiare ciò che è successo“.

Ma allora, a cosa serve riguardare tutto?” chiese l’uomo, interdetto.

Perchè anche se le cose non possono essere cambiate, si può sempre imparare qualcosa da loro“.

Giusto…” convenne con lui. Poi afferrò, incuriosito la seconda sfera – quella gialla – e la avvicinò al viso.

Non riuscì subito a capire cosa stesse vedendo. Ma quelle immagini lo resero felice. Vedeva il suo Amore fare le cose di tutti i giorni, qualche momento insieme, vedeva anche sé stesso com’era in quel momento: stava osservando il loro presente, e riusciva a sentire la felicità che riuscivano a darsi quando erano vicini. Guardò il vecchio che disse: “Questo serve a non dare nulla per scontato: il nostro presente può cambiare, e sta a noi farlo migliore o peggiore con i nostri comportamenti. Avere coscienza di ciò che qualcosa significa per noi, ci aiuta a decidere cosa vogliamo fare della nostra vita. Ed anche il colore, il giallo, indica che occorre fermarsi un momento a riflettere sulle cose“.

L’uomo posò la seconda sfera, e fece per afferrare la terza, quella grigia. Poi, la sua mano si bloccò all’improvviso: alzò lo sguardo verso il vecchio mandarino, che sorrise. “Si, quella è la sfera del futuro. E non sbaglia mai. Il suo colore vero viene svelato solo dopo averla osservata, ed è o bianco o nero“.

L’uomo fece un passo indietro, si rimise il cappello, avvolse la sciarpa intorno al collo ed abbottonò il suo cappotto.

La ringrazio, ma non credo che sia un regalo adatto” disse al cinese.

Lei è un uomo saggio” ribattè sorridendo il mandarino.

Si incamminò verso l’uscita. Infine si girò verso il bancone: guardò il vecchio, e toccandosi la tesa del cappello, gli sorrise con gratitudine.

Poi, lasciò il negozio.

© 2009 Marcello Rodi